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“Ground zero” è questo l’ultimo progetto dal nome molto evocativo di Intesa Sanpaolo Provis, teso all’ aggiornamento dello stato di gestione delle pratiche su EPC ed alla stima delle somme ancora da corrispondersi ai legali per le prestazioni svolte sia negli anni scorsi, che nell’anno corrente.

Intento nobile e condivisibile, ma considerato il numero di pratiche che coinvolge (diverse migliaia, tra pratiche ancora aperte e già chiuse), e il tipo di verifiche che vengono richieste ai lavoratori è evidente che per svolgere un lavoro completo ed accurato su ogni posizione, sarebbero necessari diversi mesi di lavoro.

A questo proposito, i LAM di Provis non possono sottacere:

  • il ritardo con il quale la Direzione, che si è avveduta della necessità di monitorare e quantificare le spese legali da mesi, ha deciso di porre rimedio alla situazione
  • i toni imperiosi, sprezzanti ed in certi momenti perfino irrispettosi con i quali si è rivolta ai colleghi ed alle colleghe, sminuendo la loro professionalità.

L’Azienda ha addirittura invitato, coloro che non fossero stati d’accordo con il progetto e le sue modalità di esecuzione “ad andarsene”, riducendo il lavoro di recupero del credito svolto dai LAM in una mera attività amministrativa di verifica delle notule dei legali e di censimento dei documenti, caricati su EPC a supporto delle notule stesse, attività peraltro definita “bovina” in fase di illustrazione del progetto.

I LAM ricordano all’Azienda che la propria professionalità deve essere rispettata da chiunque e specie dai colleghi e dalle colleghe e che la loro attività consiste principalmente nella gestione delle attività di recupero del credito svolte dai legali
esterni.

La loro attività non è quella di segretari contabili di questi ultimi, controllando su EPC la presenza dei documenti giustificativi della spese di pochi centesimi per l’invio della raccomandata di diffida!

Non solo: il termine ultimo per la chiusura del progetto è stato fissato al 15/12/2017, ma ad oggi 28/11/2017, NON SONO ANCORA STATI COMUNICATI AI LAM I DATI QUANTITATIVI RELATIVI ALLE POSIZIONI CHE OGNUNO DI ESSI SARA’ CHIAMATO A LAVORARE

L’Azienda con breve nota di ieri, ha comunicato che è stato istituito un tavolo di coordinamento del progetto e che per la sua attuazione potrà anche essere autorizzato lavoro straordinario, inoltre si è solo limitata a comunicare che era in corso la verifica del carico di lavoro per ogni LAM e che, qualora vi fossero carichi eccessivi di lavoro per singolo LAM, gli stessi saranno gestiti “in collaborazione tra i LAM”, senza specificare come!!!

A 12 giorni dal termine fissato per la chiusura del progetto, il lavoro dei LAM deve, di fatto, ancora avere inizio!!!

Il CAOS è ulteriormente aumentato, se si considera anche il fatto che, le istruzioni operative sulla base delle quali procedere alla fatturazione ed alla verifica delle notule, non sono state né chiare né certe sin dall’inizio, ed ogni giorno vengono fornite ai LAM nuove indicazioni su come svolgere l’attività di verifica.

E’ stato addirittura richiesto ai LAM di indicare quali compensi debbano essere segnalati come sopravvenienze passive e quali no. Si ribadisce in questa sede che i LAM sono LEGALI E NON CONTABILI !

Tutto questo, oltre a comportare un aggravamento del lavoro dei LAM in un periodo dell’anno in cui normalmente vi sono piu’ attività da completare, comporta per i lavoratori stress, irrigidimento dei rapporti interpersonali, e li espone sempre più spesso, ad errori, dimenticanze, sviste e ritardi per i quali potrebbero seriamente essere sottoposti a provvedimenti disciplinari.

Il sindacato denunciando l’accaduto, sollecita la quantificazione delle effettive operazioni da compiere, richiede ufficialmente il termine ultimo in cui poter operare e, soprattutto, disposizioni operative CERTE che non siano in corso d’opera costantemente modificate.

FABI-FIRST/CISL-FISAC/CGIL—UILCA–UNISIN
Intesa Sanpaolo Provis

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