Recentemente ai gestori e ai direttori sono stati resi noti i dati relativi alle nuove pesature della complessità di portafoglio e di filiale, che avranno decorrenza dal 1° gennaio 2018, frutto del “ricalcolo” relativo all’anno 2017.

I risultati di tale operazione, sono stati illustrati dall’Azienda alle Organizzazioni Sindacali attraverso slide con i dati aggregati che in estrema sintesi evidenziano:

  • a fronte di un declassamento di 140 unità operative (pari al 3,6% del totale) abbiamo un maggior livello di complessità per 621 filiali (16,2%);
  • una maggiore complessità che ha riguardato 4170 gestori (23,2%) a fronte di un declassamento che ha interessato l’8,7% del totale.

Pur avendo avuto la rassicurazione che il tutto è avvenuto nel rispetto degli accordi sottoscritti, ci sovvengono alcuni dubbi anche in seguito alle numerose segnalazioni da parte di coloro che dalla nuova operazione di pesatura ne sono usciti penalizzati.

La questione è molto delicata in quanto un peggioramento della pesatura comporta, oltre al recupero degli anticipi già erogati in questi primi mesi del 2018, anche il venir meno dell’eventuale consolidamento dell’indennità di ruolo o del grado relativo al percorso a suo tempo intrapreso.

Per questo gli interessati, vedendosi sfumare quello che ipotizzavano di poter ottenere, si fanno legittimamente delle domande per cercare di capire, con estrema chiarezza e trasparenza, le ragioni che hanno contribuito a tale risultato.

Ma soprattutto anche comprendere se quanto avvenuto, in merito al declassamento della complessità gestita, sia da imputare esclusivamente al loro operato oppure vi siano altre ragioni non direttamente a loro addebitabili ad esempio:

  • Gli spostamenti della clientela da chi e perché sono stati decisi!? Siamo sicuri che la continua migrazione nei portafogli sviluppo dei clienti dinamici non finisca per creare ulteriori problemi e complicazioni nella complessità              gestita?!!
  • È corretto che ai gestori venga tolta automaticamente clientela dal loro portafoglio al raggiungimento di certi obiettivi di AFI, così come prevede l’attuale modello distributivo, rendendo vano il lavoro svolto da chi ha gestito              in precedenza la relazione?!!
  • Sono stati informati i gestori e i direttori dell’andamento del livello di complessità gestita durante l’anno, visto e considerato che il calcolo viene fatto utilizzando i dati mensili?!! Per coloro che sono stati “declassati”,              conoscendone l’andamento, magari si potevano prevedere interventi ad hoc per migliorare la situazione.

Forse un po’ più di collaborazione da parte delle strutture centrali, prima durante e dopo questa delicata fase, sarebbe stata certamente gradita da coloro che hanno lavorato duramente e che, nonostante questo, rischiano di perdere il consolidamento in corso di maturazione e si vedono addebitare nello stipendio quanto a loro già riconosciuto nei primi mesi del 2018.

Soprattutto, NON È ACCETTABILE che ai Colleghi, che si vedono declassati nella complessità gestita, non vengano messi a disposizione i dettagli che hanno dato luogo al calcolo, in modo da capire, con la massima trasparenza, il perché del risultato ottenuto.

Infatti, nonostante le numerose segnalazioni fatte anche in anni precedenti, l’Azienda non sempre fornisce tali informazioni agli interessati trincerandosi dietro a incomprensibili e inaccettabili giustificazioni come quella di “non avere gli strumenti adatti per poter rispondere!!!”

L’impegno, il sacrificio, le responsabilità e la professionalità delle Colleghe e dei Colleghi non meritano risposte enigmatiche, lacunose e talvolta addirittura irridenti.

FORSE È QUESTA LA CONSIDERAZIONE CHE IL PREMIATO GRUPPO INTESA SANPAOLO INTENDE RISERVARE ALLE PERSONE CHE LAVORANO?!

Milano, 9 maggio 2018

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