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Nell’incontro di oggi si è ripreso l’approfondimento del progetto di integrazione dei fondi a
“prestazione definita” del Gruppo, a partire dalla Cassa di Previdenza Sanpaolo.

Al 30 giugno 2017 gli iscritti alla Cassa di Previdenza Sanpaolo erano 12.966, di cui 5.807 attivi e 7.159 pensionati.

Annualmente viene predisposto un bilancio tecnico attuariale, da cui risulta il totale degli impegni previdenziali maturati nei confronti degli iscritti, con una verifica tecnica a giugno di ogni anno.

Al 30 giugno 2017 il patrimonio della Cassa di Previdenza era di 988 milioni di euro mentre la specifica posta nel bilancio di Intesa Sanpaolo per la fidejussione prestata nei confronti della Cassa ammontava a 792 milioni, per un totale di 1.780 milioni a copertura degli impegni previsti dal bilancio tecnico.

L’ipotesi di lavoro prevederebbe un’offerta individuale di capitalizzazione della propria prestazione integrativa della Cassa di Previdenza. L’adesione all’offerta di capitalizzazione da parte degli iscritti in servizio e pensionati potrà avvenire esclusivamente su base volontaria.

Relativamente agli attivi, il capitale verrebbe determinato considerando l’anzianità maturata alla data dell’eventuale accordo applicando i criteri di calcolo della prestazione previsti dallo Statuto.

In caso di adesione il montante verrà conferito al Fondo pensione di Gruppo a contribuzione definita, senza alcuna penalizzazione né tassazione.

Al fine di compensare la minore permanenza in Cassa di Previdenza, l’azienda ha dato disponibilità a un incremento dell’aliquota contributiva al Fondo pensione.

Per favorire le posizioni degli attivi che potrebbero acquisire da questa operazione un capitale molto modesto, abbiamo richiesto di prevedere una soglia minima di capitalizzazione. L’ipotesi prospettata dall’Azienda sarebbe di 10.000 euro minimo di capitale.

Per quanto riguarda i pensionati, il capitale offerto verrà calcolato considerando la prestazione già erogata e l’aspettativa di vita, applicando una decurtazione del 10%, come viene solitamente previsto per le capitalizzazioni anticipate delle prestazioni previdenziali.

Per poter realizzare l’offerta individuale, saranno trasferite nel patrimonio della Cassa di Previdenza le riserve del bilancio di Intesa Sanpaolo relative alla fidejussione.

Sia per gli attivi che per i pensionati che non opteranno per la capitalizzazione individuale verranno mantenute integralmente le prestazioni previste dallo Statuto e tutte le garanzie fideiussorie. Le posizioni verranno trasferite in una sezione dedicata del Fondo Pensione Banco di Napoli, in quanto contenitore del Gruppo per le prestazioni previdenziali definite, che a tal fine acquisirà una nuova denominazione.

Abbiamo richiesto i dati sulle prestazioni ad oggi erogate dalla Cassa di Previdenza ai pensionati, con suddivisioni per fasce di importi, e alcuni esempi di calcolo della capitalizzazione individuale per gli attivi.

L’incontro proseguirà il 5 dicembre.

Milano, 29 novembre 2017
Delegazione Trattante Gruppo Intesa Sanpaolo
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UGL – UILCA – UNISIN

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