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Banca Estesa o BANCA… STESA!?

News da UNISIN

Abbiamo ricevuto da un Collega una lettera particolarmente accorata, che riporta le quotidiane criticità molto spesso sperimentate e segnalate anche da altri Lavoratori.

Crediamo sia opportuno pubblicarla affinché anche il Responsabile della Banca dei Territori ne prenda conoscenza (se già non ne fosse stato informato) e valuti gli interventi più idonei per risolvere i problemi – reali – evidenziati.

 

“Sono un lavoratore di filiale felicemente impiegato in questa Banca da oltre 30 anni e presto la mia attività lavorativa presso una filiale Hub di Rete con orario flessibile: quindi sono uno dei “figli di un Dio minore” di questa Banca.

Noi, “figli di un Dio minore”, purtroppo, abbiamo diritti diversi da quelli dei Colleghi che lavorano in altre filiali o strutture. In determinate date o periodi non possiamo fare ferie (se per caso qualcuno di noi riesce a farle, questo lo si deve solo al maggior sacrificio sopportato da chi rimane in servizio), perché in quei giorni si è deciso che le filiali limitrofe (e magari pure la Filiale Personal collocata nello stesso ambiente) devono restare chiuse, e pertanto tutto il lavoro amministrativo con annessi e connessi, compresi tutti i loro Clienti, si riversa su di noi. Al contempo, però, in altre realtà e negli stessi giorni ci sono Colleghi costretti a “rimanere a casa”, in “ferie forzate” per chiusura obbligata della loro sede di lavoro.

L’ultima beffa si è consumata il giorno 16 agosto u.s., quando in molte filiali aperte (tra cui quella dove presto servizio) all’inizio della giornata non funzionava l’impianto di condizionamento e le luci si spegnevano ogni ora perché, ancora una volta, ci si era dimenticati di noi ed era stato disposto su tutta la rete lo spegnimento automatico degli impianti: la degna conclusione è stato il dover attendere l’intervento dei tecnici esterni (che inevitabilmente non è stato immediato, visto che era pur sempre il 16 agosto!) per riavviare manualmente gli impianti, lasciando noi e i clienti in un “clima torrido” (immagino ci si ricordi il caldo soffocante di quel periodo!), salvo poi, paradossalmente, rimanere accesi anche per tutto il week-end.

Per le Filiali Flexi la pausa pranzo è solo “teoricamente” di un’ora, perché la chiusura al pubblico è prevista alle 13.30 (ma in molti casi questo orario non si riesce a rispettare) e comunque alle 14.30 “devi” tassativamente essere nella tua postazione per la riapertura, perché magari sei il “dinosauro in estinzione” che gestisce le operazioni di cassa e quindi non puoi comportarti diversamente.

La cosa che più lascia perplessi, però, è che dopo oltre 5 anni dal suo avvio “Banca Estesa” vive ancora una sorta di sperimentazione e tuttora non risultano definite le sue regole, ad esempio: da quanti lavoratori a tempo pieno deve essere composta la filiale Retail? Qual è il numero minimo di presenze al sabato? Tutte le “figure professionali” devono/possono essere coinvolte al sabato o solo alcune? I Colleghi delle filiali Personal che ruolo hanno nei turni pomeridiani/serali o del sabato?

I responsabili della BdT sanno che in molte filiali Flexi ci sono direttori che non hanno mai lavorato al sabato? E’ corretto? E’ questo l’esempio che si vuol dare? Queste decisioni sono demandate ai Direttori Regionali, ai Direttori Commerciali, ai Direttori d’Area o direttamente ai Direttori di filiale, con il risultato di produrre notevoli differenze e contrasti nella gestione anche tra filiali limitrofe! Questa non è autonomia decisionale, questa assomiglia molto più all’anarchia.

Inoltre, con le attuali carenze di organico i lavoratori Full Time sono praticamente sempre assegnati al turno serale e/o in quello del sabato. Ancora. Per noi la formazione flessibile da casa è pura utopia, in quanto: tra turni per coprire tutto l’orario in cui la filiale è aperta, riposi compensativi, ferie e malattie (anche noi, purtroppo, a volte, ci ammaliamo) è impossibile assentarsi.

Credo sia giunto il tempo che si metta finalmente mano per risolvere queste criticità, ascoltando anche la nostra voce, la voce dei “figli del Dio minore”, che la realtà la vivono quotidianamente proprio sul “pezzo”; al contrario di qualche “consulente esterno” che in filiale non ha mai lavorato un solo giorno, e che però pretende di insegnare.

Solo allora si comincerà davvero a credere a quanto detto ripetutamente sia durante l’Assemblea degli Azionisti sia sui comunicati stampa, dove e quando si enfatizzata il valore del capitale umano e la centralità dei Dipendenti.

Con la speranza che questo “grido di aiuto” non rimanga inascoltato.”

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