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SCODATURA: WHAT ELSE?

Tra un petaloso, che ci ha fatti sorridere, e uno skillare (forse riferito al rapper Emis Killa), che ci ha fatto preoccupare, ci siamo trovati, nostro malgrado, di fronte ad uno scodare.

Dopo un primo momento di stupore ci siamo resi conto che la nuova parola non era nata durante una pausa caffè, per indicare una peculiarità del mondo animale o un piatto esotico di cucina destrutturata, bensì si trattava di un neologismo coniato ad hoc per una specifica attività lavorativa delle filiali on line.

Purtroppo la Treccani, fonte evidentemente obsoleta, cita come definizione “privare della coda” e allora tocca a noi decifrare il simbolismo recondito: “proseguire la propria attività lavorativa, oltre l’orario previsto dall’ultimo turno (ovvero: dal lunedì al venerdì DOPO le 22.00 e il sabato DOPO le 19.00), per evadere tutte le telefonate in coda dei clienti”.

Detta encomiabile attività, nei confronti della clientela, lo è molto meno nei confronti dei lavoratori: non solo viene molto spesso richiesta a ridosso della fine del turno (non permettendo al collega, che anche volesse dare la propria disponibilità, alcuna programmazione/gestione del proprio tempo libero), ma non viene nemmeno indicato ai malcapitati il tempo stimato per svolgere il lavoro richiesto.

Ribadiamo ancora una volta che la SCODATURA non è una RESPONSABILITÀ di chi fa l’ultimo turno, affermare il contrario è doppiamente fuorviante, in quanto il lavoro straordinario:

  • per propria natura non può essere considerato abituale (né continuativo in riferimento ad uno specifico turno di lavoro);
  • non è una responsabilità del dipendente, ma una richiesta del datore di lavoro che ha carattere di eccezionalità.

Oltretutto ricordiamo che IL LAVORO DEVE ESSERE SEMPRE RETRIBUITO, pertanto se è lecito al datore di lavoro chiedere un’attività oltre il proprio orario, non lo è chiederla:

  • senza quantificarne preventivamente la durata: “fino a che non terminano le telefonate” non è un’unità di misura riconosciuta dai giudici del lavoro;
  • senza prevedere una retribuzione/recupero: anche un solo minuto deve essere riconosciuto, tanto più se si tratta di lavoro NOTTURNO!

Ricordiamo a tutti i lavoratori che:

  • la scodatura NON È UN OBBLIGO;
  • la DURATA del lavoro straordinario deve essere comunicata preventivamente;
  • il lavoro straordinario DEVE ESSERE SEMPRE RETRIBUITO.

Invitiamo tutti i colleghi a segnalare ogni richiesta/comportamento difforme al sindacalista Unisin di riferimento.

Milano, 30 settembre 2021

COORDINAMENTO RSA FOL UNISIN GRUPPO INTESA SANPAOLO
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