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REPETITA IUVANT – RSA Reggio Calabria

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Le pressioni commerciali sono un argomento su cui purtroppo bisogna ritornare periodicamente.

Gli accordi sulla sostenibilità delle politiche commerciali e sull’organizzazione del lavoro sono stati tanti negli ultimi anni, ultimo quello del febbraio 2017, particolarmente dettagliato e condiviso da tutte le aziende bancarie. Purtroppo non tutti i responsabili aziendali sembrano aver colto in pieno i principi da rispettare e i comportamenti da attuare, o forse hanno scarsa memoria, e hanno necessità che gli vengano ricordati con frequenza.

Ricordiamo che non è consentito richiedere continui report sui risultati di vendita, con i più disparati mezzi, via telefono, mail, lync, videolync, anche più volte nell’ambito della stessa giornata; la rilevazione deve essere effettuata utilizzando esclusivamente gli strumenti aziendali.

Ancor meno è consentito utilizzare i dati per creare confronti / rivalità tra colleghi della stessa filiale o tra filiali dello stesso gruppo/Area, perché non favoriscono il clima aziendale, lo spirito di squadra e non rispettano la personalità e la dignità anche professionale dei lavoratori e delle lavoratrici.

Non si può fare a meno di ricordare che dovere dei colleghi è quello di applicare il metodo commerciale dalla Banca rispettando nel contempo tutta la normativa interna ed esterna sulla tutela del risparmio, sulla trasparenza, sulla privacy, le varie Mifid2, Ivass, IDD, ecc, analizzando, identificando e anche, perché no, suscitando le esigenze del cliente, ma dopo proporgli solo i prodotti più’ adatti a soddisfarle, anche a tutela della reputazione della banca.

Non è quello di vendere comunque “i pezzi” che giornalmente e anche di più alcuni responsabili aziendali chiedono di “piazzare” , senza preoccuparsi del rispetto di quanto sopra; ricordiamo che le pratiche commerciali scorrette ricadono immediatamente e prima di tutto sui colleghi, ma certamente possono anche disastrosamente incidere sulla reputazione della banca.

Ricordiamo per inciso a tutti i colleghi che l’Accordo vigente prevede la possibilità di segnalare tali comportamenti alla casella mail : iosegnalo@intesasanpaolo.com , anche per il tramite delle scriventi OO.SS. , a garanzia dell’anonimato delle stesse.

Inoltre le continue richieste di dati, di spiegazioni sul perché non si é venduto questo, perché non si é fatto quell’altro, hanno il solo risultato di far innervosire i colleghi e paradossalmente di rubar loro tempo alla pianificazione delle attività, tra le quali un’attenzione particolare va data alla formazione.

Attività fondamentale, troppo spesso confinata nei ritagli di tempo tra una telefonata e l’appuntamento con un cliente, e ancora troppo poco fruita da casa con la formazione flessibile, in orario di lavoro.

Eppure è lapalissiano che a parte l’obbligo formativo, sia anche più facile proporre e vendere un prodotto che si conosce nei dettagli.

E invece in gran parte la formazione viene ridotta al semplice adempimento di un obbligo, cosa particolarmente grave quando si tratta di argomenti come l’ IVASS; ma davvero i vertici aziendali non sono a conoscenza di come buona parte dei colleghi supera il test di abilitazione/aggiornamento?

E’ necessario che ogni responsabile, a tutti i livelli, senta la responsabilità di far cessare immediatamente queste pratiche scorrette, a tutela della serenità e della salute dei colleghi, del rispetto delle normative, e della reputazione della banca. In mancanza di un immediato cambio di rotta, le scriventi OO.SS. adotteranno tutte le iniziative necessarie, previste nei succitati accordi bilaterali su politiche commerciali e organizzazione del lavoro, in primis la segnalazione al Comitato Welfare, Sicurezza e Sviluppo Sostenibile di Gruppo.

Reggio Calabria, 31/01/2018
Le Rsa costituite Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – Unisin

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