
“Nessun disagio economico, per quanto profondo, e nessuna preoccupazione per il carovita e il rincaro dei carburanti o le rivendicazioni delle proteste giovanili possono in alcun modo giustificare o legittimare gli episodi di violenza che stanno attraversando il nostro Paese e l’Europa in questi giorni. La violenza non è mai uno strumento di riscatto sociale, ma un atto che danneggia la collettività e svilisce le istanze legittime delle lavoratrici e dei lavoratori e delle famiglie”.
Con queste parole il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL, Luca Pinton, interviene per esprimere la ferma condanna nei confronti dei disordini registrati nel corso delle recenti manifestazioni di protesta contro la crisi economica e le istanze dei giovani.
Al contempo, il sindacato sottolinea come la crescente tensione sociale sia il sintomo evidente di un malessere profondo che non può essere ignorato, ma che richiede risposte immediate nelle sedi istituzionali e attraverso le corrette dinamiche delle relazioni industriali.
“C’è una esigenza precisa di dare risposte che le rappresentanze datoriali e le istituzioni non possono non assumersi” prosegue Pinton. “La stabilità sociale del Paese si difende tutelando il potere d’acquisto di chi lavora e dando risposte concrete alle istanze delle giovani generazioni. L’esplosione dei costi energetici, dell’inflazione e il rialzo dei carburanti stanno erodendo i risparmi delle famiglie, mentre la precarietà mina il futuro dei giovani. A questo scenario di emergenza – sottolinea Pinton – si risponde in un solo modo serio: sbloccando tutti i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro ancora aperti e adeguando le buste paga al costo reale della vita”.
Un riferimento centrale va al tavolo in corso nel settore creditizio: “Sul rinnovo del CCNL dei bancari bisogna agire bene e in fretta: di fronte agli enormi utili maturati dalle banche, redistribuire il valore al capitale umano non è più un’opzione negoziale, ma un obbligo morale e di equità per la tenuta del Paese” evidenzia il Segretario Generale di UNISIN/CONFSAL Luca Pinton.
“I primi incontri del negoziato si sono rivelati, purtroppo, del tutto insoddisfacenti e caratterizzati da una chiusura preconcetta della controparte che lascia l’amaro in bocca. Di fronte a una piattaforma votata dalla stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, servono risposte di merito e un netto cambio di passo”, prosegue il Segretario Generale Pinton.
“A fronte di margini da capogiro, è improcrastinabile giungere in tempi rapidi a un accordo che garantisca il pieno recupero dell’inflazione e il riconoscimento economico atteso da chi lavora quotidianamente negli uffici e allo sportello. Firmare in tempi brevi, redistribuire la ricchezza e rafforzare il welfare è l’unico vero argine di democrazia per rimettere al centro il valore del lavoro”, conclude Pinton.
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