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Lettera aperta a Stefano Barrese

Buongiorno Dr. Barrese,

Le scriviamo questa lettera e la condividiamo con tutte le Lavoratrici e i Lavoratori di Intesa Sanpaolo per complimentarci con Lei e tutto il top management per i brillanti risultati conseguiti dalla nostra Banca nel 2019. Quelli raggiunti nello scorso esercizio sono “numeri” davvero ragguardevoli che testimoniano lo stato di salute della nostra Azienda, ma stupiscono ancor di più i traguardi raggiunti nel primo trimestre del 2020. Gli utili realizzati nei primi 90 giorni di quest’anno e comunicati con evidente e giustificata enfasi al mercato hanno qualcosa di straordinario. In un momento drammatico della vita di questo Paese, in piena emergenza sanitaria e con un’economia bloccata ad ogni livello, raggiungere questi risultati è stata un’impresa formidabile. Tutti i migliori analisti finanziari hanno sbagliato i loro consensus. Sulla stampa specializzata i più autorevoli commentatori hanno manifestato grande stupore prima per i traguardi conseguiti nel 2019 e poi per quelli raggiunti nel primo trimestre 2020.

Tutti stupiti tranne i Dipendenti di questa Banca, le migliaia di Colleghe e Colleghi che ad ogni latitudine e con ogni mezzo hanno determinato in maniera indiscussa e incontrovertibile il successo economico e di immagine di questa Banca. Chi ci legge non è per nulla meravigliato dagli utili raggiunti negli ultimi quindici mesi perché sa che dietro ogni euro dei diversi miliardi capitalizzati ci sono il loro lavoro, il loro sudore, il loro sacrificio e a volte purtroppo il loro sangue. L’impegno e la professionalità dei Dipendenti sono stati determinanti, la storia di Intesa Sanpaolo è una storia di successo ascrivibile essenzialmente a semplici Donne e Uomini che ogni giorno in silenzio ne scrivono una pagina. Ogni considerazione di diverso tenore o il goffo tentativo di ascrivere a ulteriori protagonisti la fortuna di quest’Azienda rappresenterebbe un falso storico.

Non possiamo tuttavia fare a meno di notare con immenso disappunto che, anche quest’anno, ancora una volta e addirittura in misura maggiore, abbiamo assistito all’ennesimo mancato riconoscimento del lavoro di migliaia di Dipendenti che a fronte del loro impegno tangibile hanno dovuto subire un taglio di quasi il 60% sull’atteso Sistema Eccellenza Tutela 2019. Una gravissima ingiustizia subita da chi è il solo artefice di quel successo, un’umiliazione calata dall’alto da un management che sembra colto da gelida atarassia, che vive con fastidio, se non disprezzo, le lamentele di chi lavora e produce. E la storia si ripete, già lo scorso anno col SET ci fu una decurtazione ed anche col PVR nel 2019 le quote di eccellenza non furono pagate. Certo le regole del PVR e del SET prevedevano e prevedono dei “cancelletti”, ma è pur vero che i risultati sono andati oltre le previsioni e ciò ben venga! Vuol dire che i frutti per la Banca sono stati maggiori! E’ giunto il momento di riconoscere tutto il valore economico, e non, a chi la ricchezza in questa Banca la produce! E’ il momento di rinnovare macchinosi e preterintenzionali algoritmi validi solo a decurtare retribuzioni! Per meglio spiegare il nostro pensiero e per dare un senso e una misura all’iniquità vissuta dai Lavoratori

Le facciamo due esempi pratici:

  • una Filiale Retail in corsa per raggiungere gli obiettivi del SET, e che addirittura era proiettata nel 20% delle migliori, viene chiusa a fine novembre quando tutti i “cancelletti” sono “aperti”. Riesce nonostante la chiusura anticipata di un mese a classificarsi tra le migliori d’Italia ed avrebbe diritto al raddoppio della quota premio. Ma viene esclusa poiché non ha raggiunto il gate di accesso al SET relativo all’indicatore sintetico di performance del PVR 2019 previsto minimo a 85 punti. Sarebbe un ragionamento corretto se non per il fatto che nel punteggio del PVR è stato conteggiato anche il mese di dicembre quando la filiale è stata chiusa! E addirittura è stato conteggiato un punteggio negativo per i “successi non conseguiti”, “raccolta AFI” ed altre voci quando la filiale di fatto non esisteva più! Bastava fare un calcolo basato su 11 mesi (quelli reali!) e riparametrare i dati dando a Cesare quel che è di
  • Una Filiale Imprese nel 2018 si classificò tra le prime 20 in Italia come PVR ed avrebbe avuto diritto ad un premio di eccellenza con un notevole effetto moltiplicatore di prima fascia. Ma il risultato di Divisione non venne raggiunto e alla Filiale non furono riconosciuti circa 120.000 euro! Ma i risultati la Filiale li produsse, eccome! E si sono visti, insieme a quelli di tante altre filiali che hanno sovraperformato, nel bilancio eccezionale che leggemmo tutti il 30 aprile 2019 o qualcuno pensa che quel risultato sia sceso dal cielo!?! Ma la beffa continua, la stessa Filiale Imprese nel 2019 si classifica tra le prime 20 in Italia come raggiungimento del SET. Spetterebbe quindi un raddoppio del premio. Ma non verrà riconosciuto un bel niente poiché non ha raggiunto (Udite! Udite!) il 100% dell’invio della documentazione contrattuale polizze alla Compagnia entro tre mesi. Un dato assolutamente strumentale, viziato nel calcolo dei primi tre mesi del 2019 e assolutamente ininfluente sulla redditività della Banca. L’utile di esercizio del 2019 di Intesa non ha certamente risentito di un ritardo nell’invio di documentazione! La stessa Filiale si è vista negare anche quest’anno oltre 120.000 euro! Si tratta, caro Dr. Barrese, complessivamente per quella Filiale di circa 500 milioni delle vecchie lire! Il valore della ricchezza prodotta da quella Filiale Imprese (così come di alcune altre, con continue pressioni commerciali), frutto di un impegno al di là del dovuto, non è stato riconosciuto! Questo mezzo miliardo di vecchie lire e tanti altri ancora, sono stati sottratti dalle tasche di chi quel valore lo ha creato! La ricchezza prodotta dal SET non è evaporata, è semplicemente passata di mano! E ad ogni buon conto, al di là del premio, il valore aggiunto complessi vo del SET creato da semplici Uomini e Donne è finito comunque nei bilanci di questa Banca!

Ma, caro Dr. Barrese, il capolavoro questa Banca, lo ha concretizzato a fine ottobre 2019 presentando il Sistema Eccellenza Tutela 2019. Con un magistrale coup de théâtre è stata allegata una tabella di premi roboanti ben sapendo (dopo 10 mesi si può ragionevolmente ritenere che si è a conoscenza, a differenza della controparte che rappresenta i lavoratori, delle proiezioni ormai molto attendibili) che probabilmente non sarebbero stati erogati ma drasticamente decurtati. E non è un caso che sull’allegato 2 c’è scritto “Premi teorici SET”! I Colleghi hanno prodotto molto di più col miraggio di un premio che difficilmente si sarebbe concretizzato.

Ma i frutti di quella produzione si sono visti eccome e, col dovuto rispetto, non possiamo considerarli esclusivo merito dei dirigenti! Noi riteniamo che siamo giunti in una fase storica delicata, paragonabile per certi versi a quella del medioevo quando da una pandemia tremenda, che fu la peste nera, gli uomini seppero uscire con una fase rinascimentale di cambiamento e di grande Umanesimo. Noi abbiamo assoluta necessità nella nostra economia di un nuovo Rinascimento. Banchieri, imprenditori e politici, ognuno parla a sproposito della necessità di creare valore per creare ricchezza. Ma cos’è davvero il valore? Chi crea concretamente la ricchezza? E in che modo stabiliamo il valore di ciò che produciamo e quanto spetta a chi lo realizza? Nell’operato di questa Banca e nella condotta dei suoi dirigenti oggi si pone un problema non più procrastinabile: l’estrazione del valore, ovvero la raccolta dei profitti (dai dividendi degli azionisti ai bonus dei banchieri), è ricompensato in modo notevolmente superiore alla creazione effettiva di valore. Oggi scambiamo chi raccoglie i profitti con chi effettivamente crea valore, chi guadagna con chi produce. Occorre ricordare a tutti che Vittorio Valletta guadagnava 20 volte uno stipendio di un operaio Fiat, che Mario Draghi ha rinunciato a incarichi plurimilionari prima presso la Goldman Sachs e poi presso la Banca d’Italia per guidare la Bce con un ingaggio risibile rispetto alle retribuzioni dei Top Manager della Goldman, che Enrico Mattei il più grande Manager che l’Italia abbia mai avuto devolveva in beneficenza il suo stipendio da Dirigente Pubblico. Straordinari Modelli da seguire.

E’ tempo di consegna di schede di valutazioni caro Dr. Barrese e anche noi vogliamo esprimere un giudizio sui dirigenti di questa Banca. Alla luce degli errori sulle politiche di incentivazione del SET e del PVR che hanno minato seriamente la fiducia nel management di Intesa, alla luce di una politica di distribuzione degli utili tra tutti i legittimi stakeholders che vede fortemente penalizzati decine di migliaia di Dipendenti e generosamente retribuiti poco più di un centinaio di dirigenti, alla luce dei mancati riconoscimenti professionali a svariate centinaia di Colleghi in attesa di percorsi da oltre 15 mesi, alla luce di una deficitaria gestione dell’emergenza coronavirus, solo per citare alcuni aspetti e per non infierire ulteriormente, ci duole comunicare un giudizio al di sotto delle attese. Vede Dr. Barrese, noi riteniamo che non esistano uomini per tutte le stagioni e come affermavamo sopra siamo giunti all’alba di una nuova Era, auspichiamo di un nuovo Rinascimento. Dove la centralità di Donne e Uomini che servono con fedeltà e dedizione assoluta la propria Azienda sia riconosciuta con onestà, trasparenza, in modo tangibile e dove non ci sia più spazio a egoismi di pochi. Riteniamo da parte del management di questa Banca un doveroso ripensamento della propria azione e delle politiche di gestione delle Risorse Umane. Solo attraverso la valorizzazione e la tutela del Personale potremo essere all’altezza di sfide impegnative. Solo quando ci sarà un totale riconoscimento della rilevanza strategica delle Lavoratrici e dei Lavoratori  di questa Banca potremo affermare di essere attrezzati per la delicata fase di ricostruzione e sviluppo che ci attende. Vede Dr. Barrese sono la qualità e le competenze delle nostre Donne e dei nostri Uomini che costituiscono il reale vantaggio competitivo di Intesa Sanpaolo verso i nostri agguerriti competitors. Nutriamo seri dubbi che Lei seguirà i nostri consigli ma in ogni caso sappia che noi saremo al fianco delle Lavoratrici e dei Lavoratori con un vigore centuplicato, fortemente motivati a contrastare ogni azione illusoria o indebite pressioni, perché da ora in poi come disse Don Milani “L’OBBEDIENZA NON E’ PIU’ UNA VIRTU’ “.

Napoli, 11/05/2020

Coordinatori RR.SS.AA. UNISIN Intesa Sanpaolo Sud Italia

Area Campania/Napoli e Prov./Puglia/Calabria-Basilicata

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