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INCORPORAZIONE DEL BANCO DI NAPOLI

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BANCO DI NAPOLI – LE SEGRETERIE NAZIONALI di COORDINAMENTO

Il Banco di Napoli da sempre rappresenta nel Gruppo una delle realtà maggiormente redditizie al punto da essere indicato da MF, all’interno dell’Atlante delle banche leader 2017, come l’ottava banca in Italia per creazione di valore e la prima del gruppo Intesa Sanpaolo. Il Banco si è visto assegnare un rating pari a 6,74 mentre la Capogruppo ha ricevuto un punteggio pari a 5,43.

I risultati raggiunti rinvengono anche dal forte attaccamento che i dipendenti esprimono per il marchio e per il radicamento che lo stesso ha sul territorio meridionale. Corretta fu, nel 2003, la scelta dell’allora Gruppo Sanpaolo IMI di valorizzare le realtà che acquisiva attraverso la creazione della cd. “Banca dei territori”. Intesa Sanpaolo rinuncia così a valorizzare un modello che voleva coniugare i vantaggi dell’appartenenza ad un grande gruppo nazionale con la conoscenza del territorio e la sensibilità delle cosiddette “banche del territorio”.

Questa decisione sottrae al Mezzogiorno uno degli ultimi centri decisionali ed un sicuro punto di riferimento. Non vorremmo che il Gruppo Intesa Sanpaolo avviasse un progressivo allontanamento dal Sud d’Italia.

Pensiamo occorra, invece, sviluppare al Sud come nel resto del Paese investimenti, nuova occupazione (ad oggi gli assunti al Sud, in base all’accordo sullo sviluppo sostenibile del Febbraio dello scorso anno, sono stati all’incirca soltanto i 2/9), impiantare servizi, funzioni, lavorazioni, centri di eccellenza, occorre prestare la massima attenzione al processo di razionalizzazione degli sportelli sul territorio senza abdicare al ruolo delle filiali fisiche, promuovere tutte le iniziative (ad esempio progetti di volontariato aziendale, reclutamento nelle università, attività di consulenza psicologica agli ultra sessantenni) in maniera diffusa dal Nord al Sud.

Questa decisione arriva, infatti, dopo che negli ultimi anni Intesa Sanpaolo ha escluso questo territorio dall’assunzione di nuovo personale rispetto alle necessarie e reali esigenze, malgrado i forti vantaggi fiscali, e si associa all’ipotesi di esternalizzazione del settore recupero crediti, tramite la cessione di Capital Light bank, che proprio al Sud ha presidi di eccellenza che hanno contribuito in misura molto significativa al risultato economico di Gruppo, e che auspichiamo non siano chiusi o trasferiti fuori dal Gruppo.

Nel silenzio assordante delle forze politiche ed imprenditoriali, il Gruppo si accinge a privare il Meridione di competenze e professionalità! Un sacrificio che certamente non potrà essere compensato dal mantenimento del marchio al di fuori delle filiali. Se il Banco deve cessare la sua centenaria avventura riteniamo che Intesa debba presentarsi al mercato con la sua reale veste! Il mantenimento del brand “Banco di Napoli” sarebbe una poco trasparente operazione di opportunità commerciale.

Napoli 09 Febbraio 2018

LE SEGRETERIE NAZIONALI DI COORDINAMENTO

 

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