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Risiko bancario Intesa Sanpaolo – Bper – Mps, il Segretario Generale di UNISIN, Luca Pinton: «Sì al rafforzamento del sistema, no a operazioni puramente finanziarie. »

COMUNICATO STAMPA

Risiko bancario Intesa Sanpaolo – Bper – Mps, il Segretario Generale di UNISIN, Luca Pinton: «Sì al rafforzamento del sistema, no a operazioni puramente finanziarie. Dietro le aggregazioni devono esserci solidi e trasparenti piani industriali. Vigileremo su qualunque ricaduta occupazionale e ipotesi di mobilità»

Alla luce delle recenti notizie di stampa concernenti un possibile assetto di integrazione di Mps da parte di Intesa Sanpaolo, in asse con Bper, per bloccare un’operazione avanzata da Banco Bpm, UNISIN esprime una ferma posizione sul fatto che il cosiddetto risiko bancario deve produrre sviluppo, non esuberi o la chiusura di filiali sul territorio. Dichiara il Segretario Generale di UNISIN, Luca Pinton: «Accogliamo con favore l’avvio di una nuova stagione di consolidamento del settore, in linea con quanto auspicato di recente anche dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Un sistema bancario più robusto e resiliente è un valore per il Paese. Tuttavia, esprimiamo sin da ora forte preoccupazione e poniamo un vincolo categorico: queste grandi manovre non possono e non devono ridursi a pure operazioni finanziarie. Dietro le aggregazioni devono esserci seri, solidi e trasparenti piani industriali di lungo periodo».

Aggiunge Pinton che «la priorità assoluta di UNISIN è e rimarrà la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori»: «Un’ipotetica aggregazione che veda coinvolti colossi del calibro di Intesa Sanpaolo e Montepaschi non è un’operazione neutra. È certo che una simile integrazione andrà a superare i limiti dell’antitrust a livello provinciale. Di conseguenza, l’Autorità Garante obbligherà inevitabilmente il nuovo polo a cedere consistenti pezzi di banca e pacchetti di filiali. L’ipotesi che il soggetto acquirente di questi sportelli sia Bper non riduce le nostre preoccupazioni, anzi le amplifica, profilando un doppio impatto sui territori».

Per queste ragioni, UNISIN lancia un chiaro avvertimento ai vertici degli istituti coinvolti:

«Nessun impatto occupazionale al ribasso, saremo fortemente attenti e pronti a contrastare in ogni modo qualunque ipotesi di esuberi. No alla mobilità selvaggia e alla chiusura dei poli: vigileremo con estrema fermezza sulla mobilità del personale derivante dalla inevitabile chiusura o sovrapposizione dei poli territoriali. I lavoratori non sono pedine da spostare sulle mappe dei riassetti societari. Vigileremo giorno per giorno su ogni singolo passaggio di questa operazione e attiveremo da subito ogni strumento di controllo e pressione affinché il lavoro e le persone rimangano al centro di qualunque ipotesi di aggregazione e piano industriale».

Roma, 8 giugno 2026

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