
La nuova “riportafogliazione” – caratterizzata dal passaggio quotidiano di clientela tra i segmenti Affluent, Exclusive Esperto e Global Junior/Senior ha generato un profondo senso di precarietà non solo nei gestori, ma negli stessi clienti della Banca.
Il monitoraggio ossessivo delle agende e l’imposizione di una reportistica giornaliera (non previsti dalla normativa aziendale e dall’accordo sulle po-litiche commerciali e clima aziendale) ostacolano la genesi di quel le-game fiduciario che, per antonomasia, necessita di tempo e stabilità.
Il Gestore, in generale, versa oggi in uno stato di crescente difficoltà in quanto, oltre alla normale responsabilità del proprio portafoglio, è impe-gnato in attività di affiancamento e di supporto ai Global Advisor dedi-cando tempo ed energie nella quasi totale indifferenza della Banca.
Pur riconoscendo il valore e le competenze delle ragazze e dei ragazzi che oggi rivestono il ruolo di Gestore Global (che tra l’altro rappresentano la quasi totalità delle assunzioni “benedette” nel nostro territorio) eviden-ziamo che le recenti politiche aziendali finalizzate all’ introduzione massiva nella Rete ha creato una frammentazione operativa senza precedenti e lo svolgimento delle mansioni quotidiane approda a livelli di complessità difficilmente sostenibili.
Questa serie di problemi organizzativi sta generando un quadro di progres-sivo deterioramento del benessere psicofisico dei colleghi. Riteniamo che il benessere e la salute delle colleghe e dei colleghi rappresentino un va-lore fondamentale anche per l’efficienza organizzativa: contesti lavorativi sostenibili e motivanti favoriscono maggiore partecipazione, qualità del lavoro e produttività, contribuendo nel tempo anche a un migliore equili-brio dei costi aziendali.
Ci corre l’obbligo di interrogarci sul reale disegno strategico dell’Istituto: l’o-biettivo è forse indurre i dipendenti a tempo pieno verso il modello Global, riducendo i costi strutturali per poi facilitare un disimpegno dai territori?
Riteniamo che la prima Banca del territorio Nazionale debba creare prin-cipalmente posti di lavoro stabili e dignitosi che permettano ai giovani di costruirsi un futuro mentre oggi assistiamo ad un continuo svuotamento programmato della presenza fisica nelle filiali e di conseguenza sul territo-rio (il tutto in nome dell’evoluzione digitale).
Auspichiamo, maggiore sensibilità verso tutti quei colleghi che con impe-gno e sacrificio stanno sostenendo il peso di questo continuo cambia-mento e chiediamo inoltre che a partire dalle realtà territoriali, come la nostra, ci sia più attenzione verso i giovani neoassunti attraverso una piena conoscenza delle loro capacità ed attitudini per capire se vi siano dei ta-lenti da utilizzare non solo come consulenti finanziari ma anche in ruoli di-versi facendoli diventare parte integrante del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Manterremo alta l’attenzione con ulteriori comunicazioni.
Roma, 14 maggio 2026
FABI-FIRST/CISL-FISAC/CGIL-UILCA-UNISIN
RSA Lazio
Intesa Sanpaolo












