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TFR “Trattamento di Fine Rapporto” pregresso: accordo del 1° aprile

Sottoscritto il 1° Aprile 2020 l’accordo per il versamento del “TFR pregresso” a previdenza complementare.


L’Accordo permette ai colleghi, che maturano il requisito pensionistico entro i due anni, di versare il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato entro il 31 dicembre 2006 nella propria posizione individuale presso il Fondo Pensione a cui sono iscritti (Fondo pensione contribuzione definita del Gruppo Intesa Sanpaolo o Fondo Pensione per il Personale Cariplo sezione II a contribuzione definita). In fase di prima applicazione tale possibilità è estesa a tutti coloro che maturano il requisito entro il 31 dicembre 2023.

Tale opzione permetterà di poter beneficiare anche sulla quota di TFR conferito, nel momento dell’erogazione prestazione del Fondo pensione, di una tassazione agevolata attivando la c.d. R.I.T.A. (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) introdotta con la Legge di Bilancio 2018.

Ricordiamo infatti che la R.I.T.A. è uno strumento a disposizione di tutti gli iscritti a forme di previdenza complementare, che consente di percepire un «reddito» fino al raggiungimento dell’età anagrafica utile per la pensione di vecchiaia. In pratica, con la R.I.T.A., il capitale accumulato nel Fondo dall’aderente viene erogato (tutto o in parte) sotto forma di rata, anziché in un’unica soluzione. L’Importo delle rate potrà variare in aumento o in diminuzione in funzione dell’andamento dei mercati finanziari.

Può essere esercitata, con almeno 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, una volta cessato il rapporto di lavoro e in presenza di uno dei seguenti requisiti:

  • Inoccupazione da almeno 24 mesi dalla data di cessazione dell’attività lavorativa;
  • Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi (con almeno 20 anni di contributi versati alla previdenza obbligatoria).

La R.I.T.A. è soggetta ad un trattamento fiscale agevolato, indipendentemente da quando è stato accantonato il montante, con aliquota del 15% che si riduce di 0,3 punti percentuali per ogni anno eccedente il 15° anno di partecipazione alla forma di previdenza complementare, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali (aliquota minima 9%).

Diversamente, le altre opzioni esercitabili dall’iscritto (prestazione ordinaria capitale/rendita) sono soggette a una normativa fiscale più penalizzante, che tiene conto: della qualifica dell’iscritto (“vecchio” o “nuovo”), dei periodi nei quali è stato accantonato il montante e della “causale” utilizzata in caso di riscatto. In estrema sintesi:

  • Montante maturato fino al 31/12/2000 (M1) e quello dal 1/1/2001 al 31/12/2006 (M2) sono soggetti a tassazione separata (quella del TFR comunicata dall’azienda o quella media calcolata dal Fondo) oppure progressiva Irpef, quindi minimo 23%;
  • Montante maturato dal 01.01.2007 (M3) – sempre a tassazione separata (TFR/Interna al Fondo, quindi minimo 23%) oppure, in specifici casi, ad aliquota agevolata massima del 15%.

Nonostante siano del tutto evidenti i vantaggi fiscali della R.I.T.A. riteniamo opportuno che gli interessati, prima di decidere cosa fare (MA SOPRATTUTTO… QUANDO FARLO!), tengano conto, oltre all’attuale situazione dei mercati finanziari caratterizzati da alta volatilità a causa dell’emergenza CoVid-19, anche all’effettivo rendimento che la Banca riconosce (ai sensi della normativa di legge) alle somme accantonate in azienda a titolo di TFR Pregresso, il cui coefficiente di rivalutazione è determinato dal 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo (ISTAT) incrementato di una parte fissa pari al 1,5% (per gli ex dipendenti di Banca C.R. Firenze la misura fissa è del 4,25%).

Così gli interessati potranno fare una scelta consapevole e nel proprio esclusivo interesse.

A breve saranno pubblicate le disposizioni aziendali relative all’accordo firmato.

Come sempre rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti.

Milano, 20.4.2020

UNISIN FALCRI-SILCEA-SINFUB  Gruppo Intesa Sanpaolo

 

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