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Napoli e provincia – Un’uscita di emergenza.

L’accordo sugli esodi nell’ambito dell’integrazione del Gruppo UBI Banca in Intesa Sanpaolo sta avendo, come già accaduto nel recente passato, un impatto devastante sugli organici, già ridotti al lumicino.

La Rete in particolare è in uno stato di emergenza perenne, con un livello raggiunto di stress correlato elevatissimo. Le filiali sono letteralmente prese d’assalto dalla clientela e tra colleghi fragili, colpiti dal Covid o in isolamento fiduciario, ci si deve far carico di troppe risorse mancanti. A tutto ciò si aggiungono i vuoti lasciati dai colleghi esodati o pensionati, posizioni scoperte che impattano in maniera pesante sulle filiali e sui colleghi in servizio costretti a ricoprire più ruoli e improvvisandosi ora cassieri, ora gestori di vario tipo, ora sostituti dei direttori assumendo rischi CHE SIA CHIARO SIN DA SUBITO SONO E SARANNO ESCLUSIVAMENTE A CARICO DELL’AZIENDA!!!

L’Azienda non può scaricare sui colleghi presenti nelle filiali le sue inefficienze e gli eventuali errori, commessi dai lavoratori per specifica mancata preparazione, inesperienza e soprattutto per la smisurata mole di lavoro che inevitabilmente comporta errate esecuzioni o imprecisioni, non potranno essere in alcun modo a loro addebitati, fatto salvi ovviamente i casi di conclamato dolo.

Molti sportelli di media grandezza sono a 2, 3 o massimo 4 elementi, sono senza steward e operanti con una sola cassa, quando c’è!!! Per non parlare poi delle enormi difficoltà incontrate e vissute quotidianamente dalle filiali di piccole dimensioni, abbandonate a se stesse e senza la minima assistenza.

La cessione poi delle filiali UBI nel territorio di Napoli e Provincia, tranne un paio o poco più, è stata a nostro avviso un’occasione persa per poter effettuare degli accorpamenti e poter beneficiare di nuove risorse preparate e con esperienza già dal mese di aprile, rinforzando filiali ridotte allo stremo.

Pertanto servono assolutamente energie fresche nelle nostre Filiali, vere assunzioni (in primis di cassieri) e non giochi di prestigio per affrontare un mercato sempre più competitivo e in piena pandemia. Solo nuovi posti di lavoro potranno consentire il raggiungimento di ambiziosi obiettivi e l’attenuazione di pressioni commerciali giunte ad un livello aberrante. In attesa chiediamo un ridimensionamento degli obiettivi di budget, poiché fin troppo sfidanti e decisamente azzardati, considerato il perdurare della situazione generale.

Occorre quindi procedere sin da subito con nuove assunzioni in rete al Sud ed in primis su quei territori che non hanno beneficiato di accorpamenti UBI rispetto ad altre zone come Napoli e Provincia, con contratto standard a tempo indeterminato ed è giunto altresì il momento di rivedere il progetto delle assunzioni a contratto misto che non sono in grado di riuscire a sopperire alla mancanza di organici. Questa modalità di assunzione, peraltro un unicum nel settore bancario italiano, riteniamo sia da utilizzare in modo limitato poiché non rispondente alle oggettive esigenze di un territorio che necessita di personale a tempo pieno e con ben altra tipologia di contratto.

Il 2020 è stato un anno di enormi sacrifici da parte dei colleghi che hanno vissuto un periodo pesante psicologicamente e stressante lavorativamente, dovuto alla pandemia da Covid, alla carenza di organici, alle pressioni commerciali, a insufficienti disposizioni in materia di salute e sicurezza e nonostante tutto hanno garantito un servizio costante e con risultati inattesi. La situazione nel 2021 può addirittura peggiorare stante l’arrivo delle nuove varianti del virus, continuando le fuoriuscite con esodi e pensionamenti (a marzo i prossimi), se non saranno efficacemente contrastate le pressioni commerciali e se non saranno adottate idonee misure a difesa della salute e della sicurezza dei lavoratori. A tal proposito, in questo momento difficile, ribadiamo la nostra richiesta relativamente ai plexiglass da installare per ogni postazione, tutelando la salute di tutti i colleghi.

Infine, sarebbe opportuno e aggiungiamo doveroso, visti i risultati aziendali, riconoscere un premio economico a tutti i dipendenti della rete che hanno lavorato in presenza nell’anno pandemico 2020, da collegare al PVR, colleghi che si sono dovuti sottoporre e continuano a farlo a rischi e tensioni con la clientela e che in alcuni casi (purtroppo non pochi) sono stati addirittura contagiati.

In conclusione contestiamo la politica aziendale di trasferimenti a tappeto avvenuti nelle ultime settimane, talvolta non tenendo nella dovuta considerazione le esigenze di lavoratori con evidenti problematiche personali o familiari e ciò ci fa, ancora una volta, riflettere su quanto l’Azienda “tenga a cuore” i propri dipendenti. A tal proposito chiediamo una maggior osmosi tra i colleghi della Filiale ONLINE, Gestori Remoto, uffici DSI e DC con la Rete. Ci sono richieste di trasferimento ancora in essere dai tempi in cui il Papa era Benedetto XVI. Amen.

Napoli, 01/03/2021

Coordinamento RRSSAA UNISIN Area Napoli e Provincia

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