Home Comunicati Comunicati 2015 TRIMESTRALE DI DIREZIONE REGIONALE AREA LOMBARDIA SUD EST – Giugno 2015

TRIMESTRALE DI DIREZIONE REGIONALE AREA LOMBARDIA SUD EST – Giugno 2015

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Chi toglierà le castagne dal fuoco?

Il giorno 4 giugno, a Como, c’è stato il primo incontro di trimestrale con l’azienda e la presenza del Direttore Regionale Paolo Giuseppe Graziano.

Abbiamo unitariamente rappresentato la serie di effetti  che il nuovo modello di servizio varato il 19 gennaio 2015 sta producendo. Ci abbiamo messo un paio di ore a rappresentare, in sintesi, ciò che accade nelle filiali e ciò di cui parliamo quotidianamente con colleghe e colleghi e che continuiamo a leggere nei comunicati sindacali prodotti in tutta Italia: la drammaticità del momento è emersa in tutta la sua forza e noi riteniamo che essa sia stata causata dagli inadeguati standard organizzativi e formativi a supporto del nuovo modello, oltre che da scelte sbagliate contenute nel modello stesso.

Siamo consapevoli che molti argomenti emersi nell’incontro sono di competenza delle delegazioni trattanti a livello nazionale anche se, negli incontri già svolti, la discussione non ha permesso di trovare soluzioni condivise. Abbiamo inoltre apprezzato il fatto che il Direttore Regionale sia stato presente sino alla fine dell’incontro, e ribadiamo di essere qui per collaborare a risolvere i problemi, non per accentuarli. Tuttavia, riteniamo che ci sia un punto oltre il quale i colleghi della Rete non riusciranno più a compensare gli input innumerevoli e contraddittori che ricevono dall’Azienda. E riteniamo che quel punto sia molto molto vicino a causa della frammentarietà che si è voluto dare alle nuove filiali dove emergono i molti problemi che si manifestano quando non vi è personale a sufficienza: parliamo delle filiali flexi, dei centri imprese, delle filiali retail e di quelle personal non solo quando vi è la necessità di fare le ferie, ma anche quando si verifica una malattia, una assenza per un corso di formazione o per una riunione.

Non è possibile continuare a togliere personale e contemporaneamente a chiedere “numeri” sempre più elevati.

Non è diminuendo il numero dei vogatori e aumentando il numero dei capovoga (quelli che impongono il ritmo nel canottaggio) che la barca andrà più veloce: di capovoga ne abbiamo già anche troppi, sono i vogatori che mancano!

Non è possibile far funzionare le cose continuando a mettere il carro davanti ai buoi: la tempistica di molte scelte organizzative e di personale è sbagliata, in genere perché dettata da persone e Uffici che ubbidiscono a logiche diverse da quelle che potrebbero davvero contribuire a far lavorare meglio i colleghi.

A troppi livelli l’Azienda sembra sorda al grido di dolore che si alza dalle filiali, e per questo invitiamo i colleghi a registrare in ABC tutto quello che viene fatto quotidianamente, dai contatti alla formazione alle attività amministrative, per dimostrare a chicchessia che i colleghi non sono lì a girarsi i pollici e che ormai quanto viene RICHIESTO non è più compatibile con quanto è POSSIBILE. E se qualcuno sostiene il contrario, saremo ben lieti di accoglierlo in filiale e di apprendere da lui/lei le “best practices” e di come si fa a raggiungere gli “obiettivi sfidanti”.

Qualcuno ha messo troppe castagne ad abbrustolire sulla graticola, ma si sta avvicinando il momento in cui i Colleghi non avranno più né il tempo né la forza né la motivazione né le competenze sufficienti per toglierle dal fuoco.

E non sarà colpa loro se qualche castagna comincerà a bruciarsi…

 

 

Intesa Sanpaolo Area Lombardia Sud Est – 12 giugno 2015

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