Home NEWSLETTER NEWSLETTER-ISCRITTI Emergenza Covid 19 – “IO SPERIAMO CHE” … ANDRÀ TUTTO BENE!

Emergenza Covid 19 – “IO SPERIAMO CHE” … ANDRÀ TUTTO BENE!

Siamo ormai vicini alla c.d. fase 2 – quella per intenderci che dovrebbe garantire un graduale ritorno alla normalità – e adesso le Banche, oltre all’ operatività di tutti i giorni, devono caricarsi sulle spalle -tra le altre cose-  l’onere di attuare con celerità ed efficacia quanto stabilito nel Decreto del Governo per il rilancio delle imprese e del nostro sistema economico.

“Le Banche dovranno…”; “I Banchieri hanno detto…”; “L’Associazione Bancaria Italiana ha chiesto…”; tutto vero, tutto giusto, ma alla fine CHI DOVRA’ VERAMENTE SOBBARCARSI SULLE SPALLE QUESTO FARDELLO FATTO DI NORME LACUNOSE, PROCESSI ISTRUTTORI ZOPPI, DISPOSIZIONI CONTRADDITTORIE, PASSAGGI AMBIGUI E TANTE, TANTE RESPONSABILITA’, SONO I SOLITI IMPIEGATI BANCARI (quelli che nessuno ringrazia ma che ogni giorno rischiano la vita propria e quella dei loro familiari), CHE SIN DALL’INIZIO DELL’EMERGENZA HANNO SEMPRE CONTINUATO A LAVORARE PUR TRA MILLE DIFFICOLTÀ, A VOLTE CON POCHE O NESSUNA TUTELA, IN UN CONTESTO DI DIFFUSA DISORGANIZZAZIONE.

A costoro, adesso, è chiesto di gettarsi in una nuova, per così dire, avventura  e, ancora una volta, sulla base delle prime segnalazioni ricevute, si troveranno SOLI DI FRONTE AD UNA CLIENTELA INFEROCITA, CHE PRETENDE TUTTO E SUBITO E CHE PURTROPPO MOLTO SPESSO NON HA NEMMENO BEN CAPITO A QUALI PRESTAZIONI HA DIRITTO.

IL TUTTO ARRICCHITO DA UNA CAMPAGNA DI (DIS)INFORMAZIONE CHE FA SEMBRARE TUTTO SEMPLICE E IMMEDIATO, MA CHE NELLA REALTÀ SEMPLICE E IMMEDIATO NON LO È AFFATTO!

Nuovi e più complessi adempimenti, derivanti dalle disposizioni del Governo (es. finanziamenti agevolati euro 25.000 euro in favore di imprese con garanzia statale), di cui si dovranno far carico i soliti bancari.

Gli stessi che magari devono anche sopportare le solite pressioni commerciali (che nonostante il periodo non sono mai venute meno); che devono fare per forza le ferie e che al contempo però devono anche garantire il servizio (per cui poi gli si chiede di spostare le ferie programmate!); che hanno la necessità di accudire i figli che rimangono a casa o di assistere i familiari; che hanno atteso settimane prima di vedere com’erano fatte le tanto agognate mascherine o che hanno aspettato a lungo prima di ricevere un po’ di disinfettante.

Lavoratrici e Lavoratori che devono fissare appuntamenti, ricevendo improperi di tutti i generi (quando va bene) o minacce (quando va male); che devono disciplinare le code, promuovere l’Offerta a Distanza (su questo argomento torneremo con volantino ad hoc), e che devono soprattutto sperare: sperare che il loro ambiente di lavoro sia stato opportunamente sanificato, che il ricambio d’aria sia garantito in modo corretto, che il cliente capisca, che i vertici aziendali comprendano, che tutto finisca presto… che “andrà tutto bene”!

La Task Force sui finanziamenti alle imprese, istituita per smaltire le decine di migliaia di richieste pervenute in questi giorni al nostro Istituto pare non sia in grado di dare le risposte sperate (vista la mole di lavoro), tanto che l’Azienda ha deciso di dirottare gran parte delle pratiche sulle filiali per sanare il gap di lavorazione creatosi a livello centrale.

Trasferimento che è stato accompagnato da una scarna disposizione inviata per e-mail ai gestori destinatari che prevede:

  • l’adozione di un iter ordinario per la gestione delle pratiche (che non aiuta certamente nei tempi di risposta richiesti);
  • specifiche istruzioni che però sembra non siano mai arrivate in filiale.

In pratica, da un lato si devono gestire le pratiche con modalità e tempi ordinari, dall’altra si fanno “decine” di riunioni Skype per dire (giammai scrivere nero su bianco) di non andar molto per il sottile, perché la cosa importante è lavorare quante più pratiche possibile (e pazienza se poi tra qualche mese qualcuno chiederà conto – disciplinarmente – al povero Gestore di turno del “perché” e del “per cosa” quel finanziamento si sia deteriorato).

L’efficienza (l’immagine) innanzitutto tutto!

Ci è stato segnalato infatti, che per le pratiche più semplici sono previsti numerosi adempimenti e, tra dover visionare e controllare le domande pervenute, valutare la congruità dei dati, verificare l’importo richiesto in rapporto al fatturato e attendere le varie autorizzazioni previste per arrivare a istruire la pratica di fido (PEF), l’iter deliberativo si allunga a dismisura.

 L’Azienda pone obiettivi che nei fatti sono irraggiungibili!  Viste le pressioni – anche politiche e mediatiche – che si sono scatenate in questi giorni su queste lavorazioni non vorremmo che qualcuno legittimasse scorciatoie non previste dalla normativa.

A chi non fosse chiara la delicatezza della questione e l’eccezionalità del momento, basti ricordare le recenti raccomandazioni di Bankitalia e UIF che sottolineano la necessità di assicurare assistenza tempestiva nella concessione del denaro, tenendo però SEMPRE alta la guardia su comportamenti illeciti, adempiendo quindi a tutti gli obblighi necessari per valutare i rischi.

Nelle istruzioni emanate il 6 aprile scorso si legge: “l’emergenza coronavirus espone il sistema economico-finanziario a rilevanti rischi di comportamenti illeciti (…) sussiste il pericolo di truffe, di fenomeni corruttivi e di possibili manovre speculative anche a carattere internazionale. L’indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e può facilitare l’acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali”.

 In buona sostanza bisogna esaminare con estrema attenzione le richieste: chi concede i finanziamenti deve “valutare con la massima attenzione anche ulteriori comportamenti e caratteristiche delle operatività sintomatiche di rischi di infiltrazione criminale connessi con l’emergenza epidemiologica da COVID-19 (…) Gli intermediari dovranno continuare a sottoporre la clientela a tutti gli obblighi previsti dalla disciplina in materia di antiriciclaggio. La profondità e l’intensità dei controlli da condurre a fini di adeguata verifica andranno opportunamente calibrate”.

Quindi “BANDO ALLE CIANCE” e massima attenzione nel rispettare, come sempre, in maniera puntuale la normativa e le disposizioni aziendali.

Eventuali comportamenti o “indebite” pressioni in contrasto con quanto previsto dalle norme o disposto dall’azienda ci dovranno essere segnalate al fine di poter intervenire direttamente sulla Capogruppo.

NON SAPPIAMO SE ANDRÀ TUTTO BENE, CERTAMENTE PARTIRE DAL RISPETTO DI CHI LAVORA, METTENDOLO IN CONDIZIONE DI POTER OPERARE CORRETTAMENTE, POTREBBE ESSERE UN BUON INIZIO PER QUESTA NUOVA FASE.

Milano, 24.4.2020

SEGRETERIA GRUPPO INTESA SANPAOLO


 

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