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Emergenza Coronavirus – Aggiornamenti

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IMMUNODEPRESSI – Precisazioni

Per i colleghi immunodepressi di tutta Italia (non solo quelli delle regioni incluse nella c.d. “zona gialla”), oggetto di una specifica misura di tutela dal Coronavirus (COVID-19) con la quale si prevede l’astensione dal lavoro se l’immunodepressione è <<certificata in sede medica, con indicazione di contattare il medico curante per eventuali indicazioni specifiche>>, Capogruppo ha precisato che i colleghi devono sempre rivolgersi al proprio medico curante e:
– se il medico rilascia un certificato attestante una malattia, l’assenza sarà ovviamente gestita come tale;
– se il medico non rilascia un certificato attestante una malattia, il collega potrà rivolgersi al proprio Gestore del Personale, avendo cura di inviargli tutta la documentazione ritenuta idonea a suffragare il suo status di immunodepresso.

In quest’ultimo caso l’azienda giustificherà l’assenza con permessi retribuiti.

ORARIO FILIALI

L’orario già adottato nelle Regioni della cosiddetta “zona gialla” (Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli V.G., Emilia Romagna e Province Autonome di Trento e Bolzano) è esteso anche alle Regioni Marche e Liguria. Ricordiamo che l’orario di lavoro è dalle 8.25 alle 16.55 dal lunedì al venerdì con orario di apertura al pubblico dalle 8.30 alle 13.00 dalle 13.00 alle 13.30 quadratura casse; dalle 13.30 alle 14.30 pausa pranzo; dalle 14.30 alle 16.55 attività lavorativa a porte chiuse.

Anche le filiali di ISP Casa situate in tutte queste regioni seguono gli stessi orari comunicati.

L’azienda provvederà centralmente alla ridefinizione del nuovo orario; per il personale part time con prestazione lavorativa al sabato nelle filiali flexi o orario anticipato rispetto all’apertura, l’orario sarà rimodulato distribuendolo nel corso della settimana.

SMART WORKING

Abbiamo chiesto all’azienda di superare i limiti attuali previsti dalla normativa e di estendere il lavoro flessibile in tutte le realtà dove sia possibile effettuarlo. Il superamento degli 8 giorni mensili è attualmente previsto solo per i comuni della cosiddetta “zona rossa”.

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