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Anni 54: falcri impugnera’ eventuali sanzioni

A chi ha giovato questo modo di agire?

Da tempo denunciavamo la grave e cronica carenza di organici nella nostra azienda, lo abbiamo fatto a tutti i livelli, dalle aree ai vertici aziendali ai quali la falcri ha piĂą volte e responsabilmente manifestato la propria preoccupazione per una situazione che abbiamo sempre ritenuto debba trovare soluzioni prioritariamente a tutto. dal canto suo l’azienda ha continuato a non voler riconoscere la realtĂ , negandola, non entrando mai nel merito della questione organici, portando anzi avanti il proprio programma che ne prevede la diminuzione con l’accordo del 8 luglio 2008 per licenziamenti ed esodi, accordo che la falcri ha respinto, in coerenza con quanto denunciato. come se tutto questo non bastasse, ad aggravare la situazione si è aggiunta la pesante criticitĂ  provocata dall’ operazione denominata “migration” o “progetto everest”, consistente nel dotare la nuova banca di un’unica piattaforma informatica. l’azienda presentò a suo tempo il progetto: nulla era lasciato al caso, tutto era sotto controllo. d’altro canto l’azienda poteva contare sull’esperienza maturata in precedenti analoghe operazioni ed era logico aspettarsi che gli errori del passato non sarebbero stati ripetuti. il risultato è sotto gli occhi di tutti: i lavoratori sono stati lasciati da soli nelle filiali ad attingere alla loro professionalitĂ  e capacitĂ  di adattamento per inventare soluzioni e risposte che non sono arrivate da chi di dovere e ad affrontare nel contempo, senza mezzi, un crescente sconcerto e malumore da parte della clientela, come ha anche riferito la stampa nazionale. e l’azienda cosa fa? nega l’evidenza affermando: “la migrazione è terminata con successo”, mentre riprende la solita politica di pressioni commerciali per le quali è ormai tristemente famosa. questo non voler arrendersi davanti all’evidenza allontana ancora di piĂą ed in maniera irreparabile i dipendenti e tanti clienti la fiducia dei quali, costruita in tanti anni di buon lavoro, se ne va con loro. l’azienda farebbe bene a guardare in faccia la realtĂ  ed a cambiare rotta, prima che i danni provocati da questa politica diventino irreparabili. le immediate conseguenze che derivano da questa situazione e che possono essere riassunte in: • proliferare di errori in presenza di condizioni operative anomale • perdita di clientela che preferisce rivolgersi all’agguerrita concorrenza non potranno essere imputate ai lavoratori, ai quali andrebbe invece rivolto un grazie senza fine. gli stessi lavoratori che – in questa situazione allucinante – rischiano, per di piĂą, anche gravi conseguenze per la propria salute psicofisica. in proposito, è forse appena il caso di ricordare all’azienda che la responsabilitĂ  è sua! al sindacato spetta quindi una parte importante per riportare l’ambiente lavorativo ad una situazione tale da garantire una legittima serenitĂ . la falcri non ha mai smesso di lavorare concretamente in questo senso. con lo stesso spirito di responsabilitĂ  – tuttavia – non possiamo tacere ai lavoratori l’apprensione per le conseguenze della situazione sindacale venutasi a creare. oggi le organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo dell’8 luglio 2008 annunciano l’avvio di un percorso di risanamento della situazione lavorativa in azienda. ci chiediamo: con quale credibilitĂ  e forza politica porteranno avanti le loro richieste dopo aver firmato un accordo per riduzione di personale ed aver diviso il fronte sindacale allontanando chi non era d’accordo? la libertĂ  di pensiero, che lo stesso statuto dei lavoratori riconosce e tutela, è rimasta lettera morta e si è rivelata anzi, perversamente, un elemento di debolezza per tutti: un fronte diviso favorisce solo l’azienda. siamo preoccupati perchĂ© la strada da percorrere sarĂ  ancora piĂą in salita per tutti, lavoratori ed organizzazioni sindacali, firmatarie o no dell’accordo e ci chiediamo: a chi ha giovato questo modo di agire? pensiamo che i lavoratori abbiano sufficienti argomenti per darsi da soli una risposta. la segreteria aziendale milano, 1 agosto 2008

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