
Dobbiamo affrontare una realtà: a nostro avviso il nostro posto di lavoro non è sicuro, e non nel senso che abbiamo sempre dato a questa frase ma nel senso della sicurezza fisica.
Le scorse settimane purtroppo abbiamo ricevuto una notizia che non vorremmo mai ricevere e che fa seguito, a distanza di meno di un anno, ad un altro episodio simile: la scomparsa di un collega all’interno del posto di lavoro.
Regioni diverse, situazione pressoché uguale: un collega da solo in ufficio che accusa un malore e se ne va.
Questi episodi devono aprire in tutti un momento di riflessione e dobbiamo domandarci cosa può essere messo in campo e come i comportamenti devono essere modulati per cercare il più possibile di evitare queste situazioni.
A nostro avviso un organico più adeguato potrebbe aiutare ad evitare di doversi trattenere al lavoro e a sostenere ritmi meno stressanti; ci sono limiti che non possono essere più sopportati, il lavoro di una persona non può far fronte a ciò che sarebbe affrontabile da una persona e mezza o forse due.
Il senso di appartenenza, di responsabilità e del dovere da parte dei nostri colleghi è encomiabile ma lo straordinario non può essere la prassi e ribadiamo a gran voce, come sempre: non fermiamoci oltre l’orario di lavoro, ancorché il lavoro straordinario non è retribuito cosa può succedere se alle 17 usciamo, come
previsto, dall’ufficio?
E allora siamo anche stanchi di sentire parlare delle nostre Persone, definendole il fattore decisivo per il nostro successo se questo successo deve essere conseguenza di stress, malessere, ansia.
Il pulsante dell’ “uomo a terra” secondo la nostra opinione non basta, come anche il monitoraggio a distanza del collega in lavoro isolato.
Pensare che questo sia sufficiente, senza intraprendere azioni che mirino a contenere nell’ambito del normale orario il nostro lavoro attraverso un adeguato organico e degli equilibrati ritmi e carichi, per noi sarebbe grave.
Ma la realtà ci dice che Invece dobbiamo scontrarci con filiali con un solo cassiere, con portafogli exclusive raddoppiati, con riduzioni di organico che spalmano il lavoro su meno teste.
La nostra opinione è che così non va bene!
Il welfare, il benessere, passa anche e soprattutto da questo! … e non ci accontentiamo, come organizzazione sindacale, delle semplici parole atte a ribadire il ruolo centrale delle Persone. Servono fatti ed azioni più concrete. Preferiremmo che l’azienda investa sui colleghi fornendo loro condizioni e ritmi di lavoro migliori,
restituendo dignità ad ognuno di noi.
Treviso, 24 febbraio 2026
RRSSAA – UNISIN / AREA TREVISO
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